2017 ~ Notizie gay dal mondo

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martedì 17 ottobre 2017

Maxim Lapunov è il primo gay ceceno a denunciare le persecuzioni a volto scoperto


In foto, Maxim Lapunov

Era arrivato in Cecenia per affari nel 2015: un giovanissimo imprenditore e organizzatore di eventi, apertamente gay, proveniente da Omsk, Siberia.

Sfortunatamente non aveva idea che due anni dopo sarebbe stato arrestato, sbattuto in cella e sottoposto a torture.

Tuttavia oggi Maxim Lapunov, 30 anni, è la prima persona ad alzare la voce di fronte alle tanto inquietanti e misteriose "purghe" omosessuali.

"Spero che questo gesto possa aiutare il governo russo ad investigare sulla vicenda e fare chiarezza, a dispetto del disinteresse mostrato fino ad ora" interviene il ragazzo rendendo pubblica la propria storia. "Il 16 Marzo 2017 sono stato avvicinato da un gruppo di ufficiali vestiti da civili.
Mi hanno sequestrato e portato in un edificio dove hanno preso possesso del mio telefono e letto i messaggi di testo, dai quali risultava evidente che fossi gay. Mi hanno accusato di essere venuto in Cecenia per sedurre i ragazzi del posto, chiedendomi ripetutamente con chi fossero avvenute quelle conversazioni, dovevo fare i nomi. Ho risposto che si trattava di uomini provenienti da altre regioni russe. Di fronte al mio riserbo, mi hanno rinchiuso in una minuscola cella tutta sporca di sangue. Ogni giorno mi ricordavano che mi avrebbero ucciso, mi davano bastonate, mi privavano del sonno, costringevano tutti i prigionieri a combattere tra di loro scommettendo sul vincitore. Tuttavia gli autoctoni venivano sempre trattati con maggiore brutalità rispetto a me, posso dirmi fortunato in un certo senso. La mia famiglia, in Siberia, aveva denunciato la mia scomparsa e solo per questo alla fine mi hanno liberato, non senza la minaccia di ripercussioni se mai avessi rivelato quello che avevo passato. Mi hanno anche fatto firmare una confessione nella quale dichiaravo di essere gay. Ancora adesso ho incubi, non riesco a dimenticare quelle grida, quei gemiti..."

Secondo Tanya Lokshina di Human Rights Watch e l'attivista gay russo Igor Kochetkov, non c'è stata ancora una vera e propria investigazione da parte del governo centrale, nonostante si tratti a tutti gli effetti di un "crimine contro l'umanità".

In foto (da destra): Maxim Lapunov, Igor Kochetkov, Tanya Lokshina

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lunedì 9 ottobre 2017

Yakarta: sei anni di prigione per aver lavorato in una sauna gay


Sabato 7 ottobre la polizia indonesiana ha arrestato 58 persone durante una retata all'interno di una delle maggiori saune gay della capitale. Tra i detenuti figurano anche alcuni turisti stranieri, tra i quale 4 cinesi, un tailandese e un olandese.

Nonostante l'omosessualità non sia illegale nel paese (tranne nella provincia di Aceh) le autorità ricorrono sovente ad una legge anti-pornografia per giustificare questo tipo di incursioni.

In un comunicato Argo Yuwono, portavoce della polizia di Yakarta, afferma che coloro che sono stati "colti in flagrante" a lavorare all'interno della sauna rischiano ora una pena di sei anni di carcere. Non è ancora chiaro a quale condanna o ammenda possano invece andare incontro i restanti 54 avventori occasionali.

Questa sarebbe ben la quinta retata ai danni della comunità Lgbt in spazi privati nell'anno 2017. Non si tratta nemmeno della prima sauna gay, infatti la polizia aveva già realizzato un'incursione nella Atlantis Spa di Yakarta a maggio arrestando 141 persone.

Tuttavia la legge anti-pornografia è in grado di ledere qualsiasi libertà, anche la normale vita di coppia.

Leggi ora l'articolo: Indonesia, sette anni di carcere per un bacio

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martedì 3 ottobre 2017

La storia di Aleksander e Nikita: suicidi per protesta


In foto, Helsinki

Una giovane coppia gay russa, 19 e 22 anni, ha recentemente inscenato un suicidio di fronte al parlamento di Helsinki per protesta, dopo aver scoperto che le loro richieste di asilo in Finlandia erano state respinte.

I giovani hanno rappresentato di fronte a una larga folla un atto puramente dimostrativo ma estremamente cruento affondandosi più volte un coltello nell'addome a vicenda. I referti dell'ospedale confermano numerose ferite nella regione addominale delle quali fortunatamente nessuna letale o pericolosa.

Il gesto di dissenso, che pure ha avuto poco clamore mediatico, doveva servire a sensibilizzare i Finlandesi così come il resto del mondo sulla situazione LGBT in Russia.

"Abbiamo fatto ricorso" affermano Aleksander e Nikita senza demordere "tuttavia i tempi sono lunghi e non possiamo tornare in Russia nel frattempo, in quanto verremmo sicuramente messi in carcere o uccisi per strada."

Ormai la condizione delle persone omosessuali in Russia è talmente drammatica che non si possono ignorare appelli come questo ed il ripristino di condizioni di vita dignitose per gay e lesbiche in un paese che sta facendo dell'odio per le minoranze la propria bandiera deve assumere un'importanza prioritaria globale.

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martedì 26 settembre 2017

La persecuzione LGBT si estende anche all' Azerbaijan


Arriva direttamente da NEFES , principale collettivo LGBT in Azerbaijan, la denuncia di quanto accaduto negli ultimi giorni.

Nella capitale Baku sono stati arrestati durante alcune retate centinaia di persone omosessuali in una purga che il presidente stesso di Nefes, Javid Nabiyev, definisce " molto simile a quella che sta avvenendo in Cecenia con la connivenza del governo russo".

Javid Nabiyev, presidente di Nefes

Intanto un portavoce del ministero dell'interno azero smentisce qualsiasi forma di repressione verso le minoranze e replica: "la polizia ha dovuto semplicemente adottare misure di sicurezza in quanto individui di orientamento sessuale non tradizionale si riunivano regolarmente in centro città dedicandosi a prostituzione ed altre attività illecite mettendo in serio pericolo l'ordine pubblico."

Spiegazione che appare quantomeno fragile, visti i precedenti del piccolo Stato.

Già nel 2016 il popolare quotidiano inglese The Guardian aveva definito l'Azerbaijan come " il peggior luogo al mondo dove essere gay ", seguito da Armenia e Russia.
Infatti, nonostante l'omosessualità sia formalmente legale, è uno dei paesi con la percentuale più alta di crimini d'odio verso la comunità LGBT ed alcuni politici nazionali come Ayaz Efendiyev, rappresentante del Ministero della Giustizia, hanno posizioni talmente estremiste da sembrare prese in prestito dal dittatore ceceno Ramzan Kadyrov.
Efendiyev, che (ricordiamolo) ricopre una carica pubblica importante all'interno del paese, si è recente espresso di fronte ai media internazionali incolpando l'occidente di "portare al crollo dei valori tradizionali difendendo i gay, i quali sono creature demoniache, portatrici di malattie e maledette da Dio."

Ayaz Efendiyev, deputato dell'Assemblea nazionale dell'Azerbaijan

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giovedì 21 settembre 2017

L'incredibile storia di Scott Shultz, l'attivista Lgbt brutalmente assassinato dalla polizia americana (VIDEO)


Scott Shultz, 21 anni, si definiva “bisessuale, non binario e intersessuale” ed era studente della Georgia Tech University e presidente della Georgia Tech Pride Alliance, organizzazione Lgbt interna all'università stessa.

Ora non potrà più né prendere la laurea, né proseguire con il suo attivismo, in quanto è stato barbaramente ucciso da un poliziotto.

Soffriva di depressione ed aveva tentato il suicidio più volte, senza mai riuscirci. Depresso e problematico ma non sprovveduto, Scott conosceva benissimo quanto la polizia americana avesse il grilletto facile, sapeva alla perfezione che ogni giorno viene addestrata a sparare in qualsiasi contesto e situazione e, probabilmente, intuiva anche che non avrebbe mostrato pietà nemmeno verso un ragazzino con dei disturbi mentali.

Adesso Scott vuole farla finita veramente. Questa volta non ce la fa proprio più a lottare con i suoi fantasmi: Il piano è semplice, quanto critico e risolutivo.

Nel letto dal dormitorio, tra le coperte, depone una lettera nella quale annuncia la propria morte.

Prende il cellulare, esce fuori e chiama il 911 segnalando un ragazzo dai capelli lunghi e biondi (si autodescrive) che si aggira per il campus con una pistola (mai rinvenuta) e un coltello, arma che in seguito si rivelerà una semplice lama multiuso (nulla che avrebbe potuto mettere seriamente in pericolo le vite dei ben quattro agenti armati intervenuti sul posto).

Scott aspetta tranquillamente l'arrivo delle forze dell'ordine fuori dall'edificio e gli va repentinamente incontro gridando: "Sparatemi!"

Dopo pochi minuti di trattative, vedendo che il ragazzo non risponde agli ordini e continua a urlare: "Uccidetemi" brandendo "minacciosamente" il minuscolo coltellino multiuso, uno degli agenti decide di accontentare finalmente le reiterate richieste sparandogli in petto. Le grida di dolore, poi niente. Scott non esiste più.

"Perché non hanno usato un arma non letale, come uno spray al peperoncino o un teaser?" hanno chiesto i genitori di Scott in conferenza stampa.

E in fondo è quello che si chiedono tutti.

Quel che è certo è che si trattava di ben quattro poliziotti armati e addestrati contro un ventunenne munito di un coltellino.
Ingiustizie del genere accadono, purtroppo, all'ordine del giorno. Solo che questa volta la crudeltà e la brutalità della polizia sono servite non come deterrente (quando mai la violenza è un deterrente? Non genera forse altra rabbia e violenza?) a compiere un'azione illegale, bensì da inusuale e quantomai inconsueto "stimolo al suicidio" per un ragazzo gravemente depresso. Un ragazzo nel bel mezzo di una crisi che avrebbe dovuto essere aiutato. Un ragazzo che doveva essere salvato, non ucciso.

Intanto il sito dell'associazione Georgia Tech Pride Alliance è momentaneamente fermo, queste le parole che commemorano il lutto: "Come avrete saputo abbiamo perso il nostro presidente, Scott. Siamo profondamente tristi per quello che è accaduto. Per ben due anni è stato il pilastro portante della nostra organizzazione. [...] La sua leadership ci ha permesso di creare profondi cambiamenti all'interno dell'università e fuori. Ci ha sempre ricordato come una molteplicità di fattori giochino sull'esperienza personale di ognuno e che, di conseguenza, bisogna pensare in maniera critica di fronte all'identità sessuale. Amiamo Scott e continueremo a lottare per un cambiamento."

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venerdì 15 settembre 2017

È dimostrato: c'è correlazione tra omofobia e abusi sessuali sui minori in chiesa


Un recente studio australiano della Melbourne University sostiene che il celibato obbligatorio imposto ai sacerdoti e l'ambiente profondamente omofobico che si respira nel contesto ecclesiastico "sono stati e sono ancora i maggiori fattori di rischio che possono portare all'abuso infantile".

Il Dottor Peter Wilkinson ed il Professor Des Cahill, durante un'indagine durata cinque anni, hanno individuato radici sistematiche allo stupro di minori: i ragazzi cattolici sono infatti a rischio di sviluppare una "immaturità psicosessuale" e di diventare quindi preti o frati sessualmente problematici e frustrati.

In particolare, una perizia che prende in considerazione 26 studi chiave provenienti da tutto il mondo sull'abuso di bambini nelle chiese, mostra dei dati sconcertanti: tra i cattolici, ben 1 prete ogni 15 è uno stupratore, "media che cala sensibilmente laddove non avviene la completa denigrazione del sesso femminile, come tra i pastori protestanti i quali hanno diritto al matrimonio e ad una vita sessuale" conferma il Dottor Wilkinson.

Di fronte invece ai numerosi religiosi che abusano di minori maschi i due studiosi affermano: "Non è l'omosessualità che porta alla pedofilia in questi casi, bensì l'omofobia. L'insegnamento profondamente omofobico di chiese e seminari secondo cui essere gay è sbagliato e l'unico rimedio per evitare il peccato consiste nella castità porta il soggetto ad una condizione di immaturità psicosociale che può divenire importante fattore e causa di disordini sessuali."

In sostanza, conclude lo studio, adolescenti e bambini si trovano maggiormente a rischio con i sacerdoti i quali "non abbiano risolto in modo soddisfacente i problemi legati alla propria identità sessuale."

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martedì 12 settembre 2017

Il Kuwait deporta decine di uomini sospettati di essere omosessuali


Il Kuwait è un minuscolo Stato del medio oriente con capitale Kuwait City ed una popolazione in crescita vertiginosa che si aggira attorno ai 5 milioni di abitanti.

Come in altri paesi vicini o confinanti (Bahrein, Omán, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi...) è severamente proibito non solo essere apertamente omosessuali o transessuali, ma anche tenere una condotta ambigua o non perfettamente "ortodossa", come ad esempio non rispettare alla lettera i ristretti canoni di abbigliamento suggeriti dalla società.

Un cosiddetto "comitato della moralità" ha realizzato una serie di retate durante il mese di agosto, portando alla chiusura di 22 centri massaggi suppostamente luogo di incontri e alla deportazione di decine di persone reputate "colpevoli" di essere gay o transgender.

Già negli anni precedenti il piccolo Stato aveva minacciato controlli medici alla frontiera per "individuare i gay" tra i richiedenti visto. Le modalità di tale esame (forse non a caso) non sono mai state rese note.

In Kuwait il codice penale punisce le relazioni sessuali tra uomini adulti e consenzienti con 6 anni di carcere. La pena si alza addirittura a 10 anni in caso le persone coinvolte siano minorenni (ragazzi sotto i 21 anni), mentre l'omosessualità femminile non è nemmeno contemplata.

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sabato 9 settembre 2017

Un algoritmo è in grado di leggere l'orientamento sessuale nei tratti somatici


Nonostante il possibile scetticismo, lo studio è firmato dalla prestigiosa Stanford University, un'università privata californiana situata nel cuore della Silicon Valley.
Il software avrebbe memorizzato al suo interno 35.326 foto pubbliche relative a 14.776 persone iscritte a vari social network registrando un tasso di successo attorno al 90%, una percentuale incredibilmente alta. Ripetendo l'esperimento di fronte a giudici in carne ed ossa, ossia mostrando le stesse foto a persone reali e domandando se secondo loro la persona ritratta fosse etero o gay, la previsione si è rivelata corretta solo nel 60% dei casi. "I tratti somatici contengono molte più informazioni di quante ne possa percepire ed elaborare il nostro cervello" spiegano Michal Kosinksi e Yilun Wang, responsabili della ricerca.

In particolare, nei volti dei gay apparirebbero caratteristiche atipiche: "Ad esempio gli omosessuali maschi presentano una mascella più affusolata e sottile, nasi più lunghi e fronti più ampie."

Nonostante tali parole possano dare adito a riflessioni interessanti, riesce impossibile non pensare a Cesare Lombroso, il medico antropologo che a fine '800 era sicuro di poter individuare i criminali dai tratti anatomici.

In questo caso, fortunatamente, il progetto non mira a condannare o arrestare nessuno: tuttavia, al di là dei problemi di privacy personale annessi ad una simile indagine, pensiamo a cosa potrebbe succedere se uno strumento del genere finisse nelle mani sbagliate, ad esempio quelle del dittatore ceceno Ramzan Kadyrov, che negli ultimi mesi ha esternato apertamente a varie testate internazionali l'intenzione di uccidere gli omosessuali per "purificare la razza".

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lunedì 4 settembre 2017

Attivista LGBT Dexter ‘3D’ Pottinger assassinato in Jamaica


Dexter ‘3D’ Pottinger, famoso attivista LGBT, modello e fashion designer jamaicano, è stato trovato pugnalato a morte nella sua abitazione a Kingston il giorno di giovedì 31 Agosto 2017.

La polizia rivela che si potrebbe trattare di un crimine d'odio e che un sospettato, di anni 22, è già detenuto in carcere. Pottinger, 34 anni, era diventato estremamente famoso in Jamaica, oltre che per il suo impegno politico, per aver partecipato al Reality Show "Make me a star". Nel 2016 aveva aderito al Gay Pride di Kingston promuovendolo attivamente e diventandone il simbolo stesso tanto da acquisire il soprannome di "volto del gay pride".

In Giamaica, come in altre ex colonie britanniche, vige la legge anti sodomia la quale, anche se difficilmente viene applicata, punirebbe sia l'omosessualità sia la sodomia in generale (anche tra persone di sesso diverso) con una pena che può arrivare fino a dieci anni di lavori forzati.

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sabato 2 settembre 2017

Film - Sommersturm, breve introduzione


Sommersturm (2004)- Voto 9

"Un passo e ti liberi... Se ti nascondi tutta la vita, nemmeno tu ti riconosci " Cit. Sommersturm

Tobi (Robert Stadlober) è un giovane canoista segretamente infatuato dell'amico d'infanzia Achim (Kostja Ullmann), eterosessuale e a sua volta innamorato dell'affascintante Anke (Alicja Bachleda). Quando i due si recheranno in campeggio per partecipare ad una gara internazionale di canottaggio scopriranno che gli avversari con i quali si devono confrontare sono i QUEER, una squadra completamente gay proveniente da Berlino di cui fa parte anche il bellissimo e seducente Leo (Marlon Kittel).

Mentre Tobi scoprirà sulla sua pelle che quello per Achim è un amore impossibile, Leo si insinuerà nella sua vita pacatamente, con delicatezza estrema, insegnandogli ad accettarsi progressivamente.

Colti nel bel mezzo della notte da una tempesta, tanto reale quanto allegorica, le squadre dovranno abbandonare l'accampamento e le tende al loro destino per dirigersi ad un vecchio albergo, dove al riparo dal vento e dalla pioggia avranno tempo di ripensare agli accaduti degli ultimi giorni e riordinare finalmente le idee.

Sommersturm, anche conosciuto a livello internazionale come Summer Storm (o tormenta de verano, in spagnolo) è un film tedesco a tematica Lgbt per giovani e giovanissimi ormai diventato un cult nel cinema gay.

Il punto di forza della pellicola risiede in una semplicità genuina e schietta che permette un'immedesimazione pressoché totale nelle vicende della trama, che pure (e volutamente) non brilla di originalità.

Tobi è un ragazzo qualunque e, come tutti e nonostante sia sostanzialmente buono e di indole pacifica, commette errori, mente, si consuma di gelosia e si prodiga in figuracce e in liti insensate ed egoistiche.

Leo al contrario è il ragazzo perfetto, ammaliante e forse improbabile, tanto autentico quanto misterioso.

E proprio l'incontro dei due personaggi, unito ad una recitazione impeccabile da parte dei rispettivi interpreti, ad un'ambientazione suggestiva e ad una colonna sonora d'eccezione ("Flames" dei Vast), converge in quello che rimarrà un cult per le generazioni a venire.

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mercoledì 23 agosto 2017

Vescovo anti gay Corneliu Barladeanu filmato mentre fa sesso con un seminarista (VIDEO INTEGRALE)


Si chiama Corneliu Barladeanu ed è vescovo della città di Huși, in Romania, nonché agguerrito militante anti gay.

Le cronache dell'ultimo periodo lo vedono invischiato in uno scandalo che colpisce l'intera curia ortodossa, in quanto è ormai diventato virale un video, evidentemente girato di nascosto, che lo ritrae in atti sessuali espliciti con un giovane studente seminarista secondo alcune fonti appena diciassettenne.

Nel filmato, nonostante i protagonisti si vedano sgranati (probabilmente per censurare le scene più spinte e per tutelare la privacy del minorenne), si scorgono comunque chiaramente baci e numerose scene di sesso orale.

Il vescovo cinquantunenne non ha commentato la vicenda e si è chiuso nel silenzio più totale. Malgrado le dimissioni attraverso le quali ha smesso di ricoprire una carica ufficiale, rimarrà comunque monaco (i vescovi ortodossi sono, infatti, anche monaci).

Guarda ora il video integrale (con censura): Vescovo anti-gay Corneliu Barladeanu filmato mentre fa sesso con un seminarista.

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giovedì 17 agosto 2017

"Caro papà perdonami, sono gay", la risposta del padre diventa virale


Ecco l'OUTING di Vittorio, un ragazzo qualsiasi, originario di Napoli, che dopo svariati anni decide finalmente di fare coming out col padre attraverso una lettera. La risposta del padre, nella sua semplicità, è sorprendente:

"Caro papà perdonami, sono gay.

Non so bene quando è cominciato, forse alle elementari.

Forse alle superiori, quando solo guardando gli occhi di Un compagno di classe mi batteva il cuore.

Mi dispiace perché la storia con Gianna non andava bene, le volevo bene, questo è certo, siamo stati insieme 3 anni, ma c'era sempre qualcosa che tra di noi non andava.

Mi dispiace perché spesso commentavi le Veline di Striscia la Notizia e io non ti andavo dietro con le battute, MA NON LO SAPEVO ANCORA.

Per fortuna siamo Napoletani, e ho vissuto questo periodo di accettazione con una popolazione speciale.

Per fortuna siamo Napoletani, e abbiamo nel DNA l'amore per il prossimo, quello che ho trovato nelle persone che come me cercavano di capire. Sono ormai 5 anni che vivo da solo, perché mi sentivo DIVERSO.

A soli 19 anni ho voluto scappare da quel nucleo familiare PERFETTO, e forse è stato quello a spingermi ad andare via... forse ero io a RENDERLO IMPERFETTO , non volevo rovinare il tuo immenso lavoro di padre e capofamiglia.

Ora mi ritrovo in una casa da SOLO a 24 anni, CON LA CONSAPEVOLEZZA di essere gay.

Per fortuna siamo Napoletani, dove non mi sono mai sentito solo e mai sentito DISPREZZATO da nessuno. non so come sarebbe andata a finire in una altra citta'.

CARO papà mi manchi tanto, POSSO TORNARE A CASA ? questa volta da Gay...

Firmato
Vittorio"

"Caro Vittorio.

Mi dispiace ma allora si STRUNZ... ( in modo affettivo )

Io e tua mamma avevamo già intuito i tuoi gusti sessuali da bambino, quando non ti interessava giocare con i compagni ai famosi ( soldatini) ma collezionavi migliaia di riviste per adolescenti.

Perdonami, forse avrei dovuto dirtelo prima, in modo che evitavi questo inutile IMBARAZZO, ma ho sempre ritenuto che siano stati “CAZZI tuoi “ ( scusa la battuta, pero' è simpatica ja' , ejaa')

Visto che siamo Napoletani, e per fortuna che siamo Napoletani, la nostra storia ci ha sempre insegnato che solo aprendo la mente e non creando muri c'è la possibilita' di SALVARSI , di SOPRAVVIVERE.

Mi sei sempre mancato dal primo giorno, sei mio figlio e CASTANO , BIONDO O GAY per me non fa differenza.

E' solo un gusto, a me ad esempio piacciono le cozze, a te forse piaceranno i CANNOLICCHI ( scusa ja' è n'altra battuta, uammamia non si puo' pazziare qua', e che è ^ )

Grazie a DIO siamo Napoletani.

Da genitore devo farti un rimprovero.

Non azzardarti mai, e poi mai di ritenermi cosi stupido...

La tua stanza è pronta, vieni quando vuoi, non vedo l'ora... Ricordati i Genitori la porta di casa non la chiudono mai, la lasciano sempre un pochino aperta per fare in modo che il figlio possa “INFIZZARSI” da un momento all'altro.

TI AMO
Papà"

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martedì 15 agosto 2017

La "moda" dello stealthing, ossia bucare il preservativo per infettare il partner


Di trend sessuali ne esistono già a bizzeffe ed ogni mese ne compaiono di nuovi, sempre più strani e singolari.
Tuttavia spesso tali "mode" rivelano lati oscuri e preoccupanti: è questo il caso dello stealthing, ossia la pratica di bucare il preservativo con un ago prima del rapporto col preciso scopo di infettare il partner.
Una variante prevede la rimozione del profilattico durante il rapporto stesso.
Questa azione, oltre ad essere illegale, è anche estremamente subdola in quanto non prevede il consenso dall'altra parte, esattamente come lo stupro.

Ma perché alcuni uomini praticano stealthing?

Le ragioni variano a seconda del frangente. In alcuni casi di coppie eterosessuali il partner maschile ha confessato di aver cercato di far rimanere in cinta la compagna per "riavvicinarla" o semplicemente per vendetta.
Ma non finisce qui.
L'atto ha anche un nesso, più stretto di quanto si pensi, con la trasmissione dell'Hiv ed altre malattie sessuali, con la volontà di contagiare una vittima prescelta o di propagare il virus deliberatamente.
Altri infine ammettono di aver rimosso di nascosto la protezione durante il rapporto in quanto senza "si sentono più liberi" o "il lattice infastidisce".

Quel che è certo: nessuno si rende conto della gravità della situazione, a volte nemmeno le vittime stesse.

Uno stealther (= chi commette stealthing) intervistato dalla testata inglese The Independent dichiara che le poche volte in cui è stato colto in flagrante i partner non hanno mai mostrato paura, rabbia o stupore: pacatamente lo hanno sempre invitato ad usare il profilattico in quanto "il sesso protetto è più sicuro" senza curarsene più di tanto.

Siamo proprio certi che la nostra educazione sessuale sia anche consapevole e non un insieme di informazioni assorbite in maniera inerte?

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sabato 12 agosto 2017

Cacciata dal ristorante perché trans, i proprietari: "L'unico posto per i trans è il bordello."


In foto, Massimina Lizzeri

Si chiama Massimina Lizzeri ed è una donna trans sulla quarantina. L'episodio di transfobia che la vede coinvolta è avvenuto giovedì 10 agosto all'interno di un noto locale sul litorale di Latina.

Dapprima invitata ad uscire da un cameriere perché "vestita in modo poco consono", la donna si è difesa facendo notare che molta gente stava pranzando addirittura in bikini o a torso nudo senza ricevere alcun tipo di reclamo.

A quel punto viene a galla la vera motivazione: "La verità è che sei un trans e qui non ti vogliamo, il tuo posto è il bordello." ribadisce con aggressività la proprietaria. Poi aggiunge, mostrando appieno la propria ignoranza: "Sei uomo, donna o frocio?"

Massimina si è rivolta al MIT (Movimento Identità Trans) e fa sapere di essere fermamente decisa a sporgere denuncia. Per il momento la donna non si è tirata indietro nemmeno di fronte ai giornalisti e ha deciso senza esitazione di metterci la faccia: "Queste cose non dovrebbero succedere ed ho intenzione di andare fino in fondo" riafferma con un tono sicuro e risoluto che mostra appieno il suo spirito battagliero.

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lunedì 7 agosto 2017

Film - Those people, breve introduzione


Those people (2015)- Voto 7/8

"I veri uomini non si separano senza un addio." Cit. Those people

Charlie (Jonathan Gordon) è un giovane pittore segretamente innamorato dell'amico d'infanzia Sebastian (Jason Ralph), figlio viziato e nullafacente di un banchiere corrotto caduto in rovina.
Quando incontrerà l'uomo dei suoi sogni incarnato in un affascinante pianista libanese, la passione dovrà attendere per fare luce sull'ambiguo rapporto con lo stesso Sebastian, generando così un altrettanto equivoco triangolo amoroso.

Those People è un film estremamente credibile, gradevole per tutti i tipi di pubblico e che difficilmente deluderà le aspettative.
Di contro, nonostante l'ambientazione contemporanea in una caotica New York, ammicca senza troppe riserve alla beat generation e, più specificamente, al colosso cinematografico del regista John Krokidas "Kill your darlings": l'inizio della pellicola ci introduce immediatamente in un ambiente arredato in stile barocco in cui risuonano le note di Gilbert & Sullivan diffuse da un vecchio giradischi, i due protagonisti impeccabilmente vestiti con camicia bianca e papillon. Jonathan Gordon ricorda vagamente Daniel Radcliffe, mentre Jason Ralph si ispira al personaggio insolente e spregiudicato di Lucien Carr interpretato da Dane DeHaan.
Nonostante ciò la regia è ottima, il recitato dei due giovani attori impeccabile: merita sicuramente la visione al cento per cento.

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venerdì 28 luglio 2017

TQILA, l'armata Lgbt che combatte contro l'Isis in Siria: "Siamo gay e uccidiamo i terroristi."


"Siamo froci e uccidiamo i fascisti" si legge sullo striscione

Si chiamano TQILA, acronimo per "The Queer Insurrection and Liberation Army" e combattono assieme agli anarchici del IRPGF (#International #Revolutionary People's #Guerrilla Forces) per la liberazione della Siria dall'Isis.

L'armata gay è stata, nell'ultimo periodo, la forza di terra più valorosa ed efficace contro il califfato e adesso sta combattendo per il controllo di Raqqa, una delle ultime roccaforti, nonché capitale.

"Siamo fieramente gay e mediorientali ed una delle azioni più radicali che potessimo fare era segnalare la nostra presenza, nonostante coloro che sostengono che non esistiamo." annunciano durante una dichiarazione, un appello alle altre popolazioni. "Invece esistiamo eccome e siamo in prima linea a combattere contro la tirannia e l'oppressione."

Si tratta della prima unità militare espressamente Lgbt che si conosca: per ironia della sorte, è nata proprio nel cuore del Medio Oriente islamico ed è formata per la maggior parte da gente del luogo, ma ha accolto anche numerosi volontari da altri paesi, stanchi e pieni di rabbia a furia di vedere gente gay torturata e buttata giù dai tetti da parte dei terroristi.

L'armata attualmente include e rappresenta orgogliosamente tutti i soggetti della comunità LGBT: sono presenti lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali.

L'armata gay si trova attualmente in prima linea nella liberazione di Raqqa

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mercoledì 26 luglio 2017

Vale Ntino gay? Ecco la risposta che ha spiazzato migliaia di omofobi


Hater è un sostantivo che deriva dall'inglese to hate, odiare. La definizione di hater nell'attuale mondo di internet si potrebbe riassumere in questa maniera: "colui che svolge sistematicamente l'attività di odiare e provare risentimento, perlopiù per motivi futili, verso un personaggio reale o fittizio".
E le celebrità trash come Vale Ntino, autoironiche e provocatrici, sono certamente tra quelle che contano più haters. In uno dei suoi ultimi video Youtube risponde alla domanda che, a suo dire, gli viene posta più di frequente sui social: "Sei frocio?".

La sua replica, che non poteva far mancare umorismo e un pizzico di sarcasmo, vi lascerà di stucco e letteralmente senza parole.

Guarda ora il video: Vale Ntino gay? Ecco la sua risposta super originale

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sabato 22 luglio 2017

Reverendo Steve Chalke, il sacerdote battista a favore dell'omosessualità


Si chiama Stephen John "Steve" Chalke ed è un sacerdote anglosassone di fede battista fondatore dell'organizzazione benefica Oasis Charitable Trust che promuove, tra le varie cose, l'inclusione del mondo Lgbt alla chiesa.
Le sue tesi, forse non completamente nuove ma certamente "inusuali" per un reverendo, hanno creato non poco scalpore nel mondo cristiano in quanto si propongono di interpretare la visione dell'omosessualità nella Bibbia sotto una nuova luce.
"Per farlo dobbiamo prima di tutto contestualizzare il periodo in cui è stato scritto il Nuovo Testamento, il quale in alcuni passi parrebbe contenere effettivamente condanne esplicite nei confronti dell'omosessualità." rivela Chalke in un'intervista.

In particolare, nelle Lettere di Paolo si dice " [...] le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura. Alla stessa maniera anche i maschi, abbandonando i rapporti naturali con le femmine, si sono consumati di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti impuri maschi con maschi."

O ancora: "Non sapete che gli iniqui non andranno nel regno dei cieli? Immorali, idolàtri, adùlteri, effeminati, sodomiti, ladri, avari, ubriaconi, ingordi e calunniatori non metteranno mai piede nel regno di Dio." (Corinzi 6,9.10)

"All'epoca" rivela il sacerdote "gli abusi dei potenti verso servi, schiavi e cittadini non romani erano all'ordine del giorno. L'omosessualità veniva condannata in quanto associata all'abuso sessuale e non in quanto tale, infatti in quel periodo per un cittadino romano il sesso al di fuori del matrimonio era perfettamente morale e accettabile con l'unico presupposto che codesti rapporti dovessero essere attivi e non passivi. A riprova di ciò, in nessun passo delle Bibbia si condanna una relazione sentimentale tra due uomini o due donne."

Di conseguenza la Bibbia punterebbe il dito non contro l'amore omosessuale, ma contro lo sfruttamento sessuale in generale, attraverso un linguaggio e un'espressione propri di quel tempo.

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martedì 18 luglio 2017

Il leader ceceno Kadyrov alla CNN: "I gay sono dei subumani e meritano la morte."


L'intervista è inizialmente apparsa nel famoso programma americano "Real Sports with Bryant Gumbel" sul canale HBO ed è stata in seguito ritrasmessa dalla CNN, nonché da numerose testate giornalistiche.

Alla domanda se fosse allarmato, almeno per una una questione di ordine pubblico, a causa dei numerosi rapimenti e omicidi avvenuti nei confronti della comunità omosessuale del suo paese, il dittatore risponde senza mezzi termini: "Sono storie inventate. Non esistono gay in Cecenia e, se anche ce ne fossero, avremmo il dovere di purificare la razza da queste anomalie. Sono dei diavoli, gente che ha venduto la propria anima, dei subumani. Dovranno risponderne ad Allah."

Tuttavia la follia del sedicente dittatore non si ferma all'odio indiscriminato verso gli omosessuali.
Durante la stessa intervista pronuncia infatti un discorso intimidatorio rivolto al mondo intero ed in particolare agli Stati Uniti, nel quale avverte: "Abbiamo un buon esercito ed un governo forte, nonché un vasto arsenale nucleare. Anche se venissimo sconfitti, i nostri missili nucleari verrebbero automaticamente dislocati seminando morte e distruzione. Tutte le nazioni del pianeta si dovranno inginocchiare ai nostri piedi."

Intanto il giornale russo Novaja Gazeta aveva pubblicato la scorsa settimana nomi e cognomi di 27 persone omosessuali uccise in Cecenia nell'ultimo periodo specificando che: "In realtà il numero è infinitamente maggiore, tuttavia raccogliere prove e testimoni è un lavoro difficile e complesso poiché la gente disposta a collaborare è poca e ha paura."

Le vittime, per di più ragazzi sui vent'anni, secondo varie testimonianze sarebbero state rapite, ammassate in campi di concentramento provvisori e in seguito fucilate e seppellite frettolosamente in fosse comuni.

Ramzan Kadyrov

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giovedì 13 luglio 2017

Teen Vogue pubblica una guida al sesso anale per adolescenti gay ed eterosessuali


Teen Vogue è una rivista associata al più celebre Vogue, ma con contenuti per un pubblico molto più giovane.

L'articolo, scritto da Gigi Engle, è rivolto a teenagers di entrambi i sessi, nonché ad adolescenti gay.

"L'ano è pieno di terminazioni nervose e per qualcuno la stimolazione risulta estremamente piacevole" così inizia il servizio che ha destato non poco scandalo nell'ultimo periodo.
Inoltre: "Il sesso anale, per quanto spesso stigmatizzato, è perfettamente naturale" infatti esiste dagli albori della civilizzazione ed è stato ampiamente documentato dagli antichi Greci. Quindi si ribadisce: "Non è né strano né volgare."

Oltre a ciò, nella parte dedicata agli adolescenti omosessuali, viene spiegato: "Per coloro che hanno la prostata essere la parte ricevente nel sesso anale può costituire una grande esperienza [...] ebbene sì, puoi anche avere un orgasmo solo attraverso la stimolazione della prostata!"

L'articolo chiarisce inoltre quanto sia fondamentale che entrambi siano totalmente consenzienti: bisognerebbe discuterne a fondo prima di lanciarsi in questa esperienza, dopodiché è importante iniziare gradualmente, in principio con dita o piccoli oggetti, per dilatare l'ano e non recare dolore al partner. Il preservativo e il lubrificante sono un "must".

Infine viene spiegato come effettivamente si possa entrare a contatto con materia fecale durante il rapporto aggiungendo: "Non è un problema enorme, tutti defechiamo" (It’s NOT a big deal. Everyone poops. Everyone has a butt).

Per leggere l'articolo originale in inglese clicca Qui

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Jahed Choudhury e Sean Rogan: i primi sposi gay di fede musulmana


Si sono sposati a Walsall, una piccola cittadina inglese, poco più di centocinquantamila abitanti ma a soli 10 km da Birmingham.

Jahed Choudhury, 24 anni, aveva tentato il suicidio a causa della forte omofobia subita a scuola, in moschea e soprattutto in famiglia. Poi ha incontrato Sean e sono andati a vivere assieme per due anni. Infine hanno deciso di sposarsi.

Una storia semplice, sofferta. "Vogliamo mostrare a tutto il mondo che si può essere gay e musulmani" ha dichiarato la coppia durante il matrimonio, vestita di abiti fortemente tradizionali.

"La mia famiglia viene dal Bangladesh ed ha una mentalità estremamente chiusa riguardo all'omosessualità" aggiunge Jahed "sono sempre stato considerato la pecora nera. Ho incontrato Sean per la prima volta mentre stavo piangendo seduto su una panchina. Volevo farla finita, tentare il suicidio per la seconda volta. Ora, grazie a lui, ho trovato la forza di guardare avanti.
A scuola i compagni mi chiamavano maiale, mi tiravano addosso secchi di immondizia. Ero disperato. Ho cambiato compagnie, ho avuto una ragazza, ho preso medicine per "curarmi" dall'omosessualità, sono andato persino in pellegrinaggio in Arabia Saudita e Bangladesh.
Poi un giorno un gruppo di musulmani che conoscevo mi ha aggredito e ha scritto "frocio" sulla facciata della moschea che frequentavo da 15 anni. Non mi è stato più permesso di entrare e le aggressioni sono aumentate. A quel punto ho tentato il suicidio."

Ora Jahed è affetto da un disturbo da stress post traumatico e fa ancora molta fatica a relazionarsi con gli altri, nonostante assieme a Sean si senta più tranquillo.

Il matrimonio tra i due potrebbe essere rivoluzionario e segnare un importante passo avanti sia per la comunità musulmana che per quella Lgbt.

Ciononostante, anche in questo caso non mancano i commenti negativi di musulmani estremisti: "Questi due non sono musulmani" commenta su Facebook Rizwad Asad Khan, oppure ancora: "Zindeeq (apostati, infedeli), definirli musulmani è come magiare carne tutti i giorni e definirsi vegetariani" sostiene Mustafa Falleh, che tra l'altro ricopre il ruolo di coordinatore presso un'associazione di sostegno per rifugiati chiamata Refugees got talent.

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martedì 11 luglio 2017

#lovehappenshere: l'hashtag diventato virale durante il Gay Pride di Londra


Durante il Gay Pride di Londra 2017, il 9 Luglio, l’agente Jane ha ricevuto l’anello di fidanzamento da parte della sua fidanzata Dizzy.
#LoveHappensHere è l’hashtag utilizzato dalla British Transport Police per celebrare l'evento ed in pochi giorni è già diventato virale.

Non si tratta né della prima né (speriamo) dell'ultima proposta di matrimonio a sorpresa durante un Gay Pride in Inghilterra, nemmeno se si parla di forze dell'ordine: già l'anno scorso l'agente in servizio Phil Adlem, durante il Gay Pride di Londra aveva chiesto la mano al fidanzato presente alla stessa manifestazione, ricevendo in risposta un sì.

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domenica 9 luglio 2017

Luigi Berlusconi potrebbe essere gay? Ecco la foto del bacio compromettente


La foto è stata pubblicata per la prima volta dal settimanale Oggi e ritrae inequivocabilmente Luigi Berlusconi, il figlio di Silvio Berlusconi e Veronica Lario mentre bacia in bocca un amico sul pontile di Villa Certosa in Sardegna, celebre simbolo del lusso familiare.

Uno scherzo? Un semplice gesto d'affetto? Oppure un'omosessualità repressa e vissuta di nascosto, catturata di contrabbando da un intraprendente paparazzo?

Certo è che non sarebbe uno scandalo né dovrebbe destare stupore se anche il figlio di uno degli uomini più potenti del mondo fosse gay o bisessuale.

Inoltre per quell'ex presidente fascista e omofobo che sosteneva: "Meglio appassionato di belle ragazze che gay" sarebbe una bella lezione di vita.

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venerdì 7 luglio 2017

Modello assassinato in Irak perché "troppo effeminato"


L'Iraq non è uno dei 72 paesi in cui l'omosessualità è illegale tuttavia, senza ombra di dubbio, a causa dell'estremismo religioso dilagante l'omofobia risulta una minaccia reale e concreta.

Secondo Amir Ashou, fondatore di IraQueer, tra il 2004 e il 2009 circa 700 persone sono state assassinate in Irak a causa dell'orientamento sessuale (non sono ancora stati raccolti dati più recenti) e in alcune parti del paese (non necessariamente controllate dallo stato islamico!) può rivelarsi estremamente pericoloso anche solo portare i capelli lunghi.

È questo il caso di Karar Nushi, attore e modello conosciuto come il "Brad Pitt" iracheno: è stato assassinato infatti questa settimana a Baghdad a causa dei suoi capelli lunghi e fluenti che gli conferivano, secondo gli islamisti radicali ai quali è stato attribuito l'omicidio, un aspetto troppo delicato e femminile. Secondo le informazioni ricevute, il corpo è stato trovato in pieno centro, in via Palestina a pochi chilometri dal fiume Tigri che attraversa la città e non distante da un centro commerciale chiamato Al Nakheel Mall annesso ad un parco divertimenti.

Karar è stato ucciso con un coltello, tuttavia i riscontri della polizia confermano segni di tortura su tutto il corpo.

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lunedì 26 giugno 2017

Film - Akron, breve introduzione


Akron (2016)- Voto 6

"Non scegliamo mai chi amare" Cit. Akron

Benny (Matthew Frias) è una matricola all'università di Akron in Ohio: ad una partita di football incontra Cristopher (Edmund Donovan), giovane atleta con il quale scatta repentinamente (forse troppo) un'intesa sentimentale.
All'iniziale idillio fa seguito una violenta ricaduta in quanto i due vengono a conoscenza di una tragedia risalente alla loro infanzia che li riguarda entrambi da vicino: la madre di Cristopher è infatti la stessa donna che tempo addietro, durante un'incidente d'auto, investì il fratello di Benny lasciandolo senza vita.
Akron è un film in cui il coming out e l'accettazione non costituiscono un problema né per i ragazzi, né per i rispettivi genitori: il dramma si concentra bensì sulla tragedia familiare accaduta anni prima e sull'improbabile coincidenza dell'infatuazione tra i due protagonisti.
Il recitato degli attori è discreto, ma non efficace a tal punto da rendere credibile una trama così azzardata ed inverosimile, i tempi dello svolgimento della relazione sono forzati (bastano veramente pochi giorni di conoscenza reciproca a far nascere un legame così forte da sopravvivere a difficoltà di tale portata?), il finale è incompleto e tutto sommato prevedibile.
Anche se fallisce nell'evidente intento di dare emozioni forti, Akron rimane pur sempre piacevole da guardare, nonché un ottimo diversivo per una serata.

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domenica 25 giugno 2017

Film - Closet monster, breve introduzione


Closet Monster (2016)- Voto 8

"Se non odi i tuoi genitori, alla fine diventi come loro" Cit. Closet Monster

Oscar (Connor Jessup) è un adolescente confuso sulla propria sessualità e segnato da un breve ma incisivo trauma infantile che lo condizionerà a lungo durante la vita. Ciononostante continuerà a condurre un'esistenza nella norma finché non incontrerà il bellissimo e carismatico Wilder (Aliocha Schneider), coetaneo e collega di lavoro in un hardware store, che lo porterà finalmente a realizzare la sua omosessualità, inducendolo a ribellarsi ad un padre possessivo, omofobo ed ignorante.
Alla trama che, per quanto convincente, risulta perlomeno già sentita, il giovane regista Stephen Dunn aggiunge elementi visionari ed evocativi come un criceto parlante al quale Oscar confida le sue paure, i segni del trauma infantile che ricompaiono nei momenti salienti della vita del ragazzo attraverso il rigurgito di chiodi insanguinati e barre di metallo che improvvisamente erompono dal ventre, per finire con "il mostro nell'armadio"...
L'atmosfera è eclettica, lirica e tagliente: Dunn riesce a scavare in profondità nell'animo dello spettatore, portando a galla sentimenti e timori reali, tuttavia in perfetta armonia con la magia del film.
Persino un finale che non ci dà nessuna prospettiva concreta (né alcun suggerimento) sulla futura situazione sentimentale del protagonista è facilmente perdonabile.

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