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giovedì 17 agosto 2017

"Caro papà perdonami, sono gay", la risposta del padre diventa virale


Ecco l'OUTING di Vittorio, un ragazzo qualsiasi, originario di Napoli, che dopo svariati anni decide finalmente di fare coming out col padre attraverso una lettera. La risposta del padre, nella sua semplicità, è sorprendente:

"Caro papà perdonami, sono gay.

Non so bene quando è cominciato, forse alle elementari.

Forse alle superiori, quando solo guardando gli occhi di Un compagno di classe mi batteva il cuore.

Mi dispiace perché la storia con Gianna non andava bene, le volevo bene, questo è certo, siamo stati insieme 3 anni, ma c'era sempre qualcosa che tra di noi non andava.

Mi dispiace perché spesso commentavi le Veline di Striscia la Notizia e io non ti andavo dietro con le battute, MA NON LO SAPEVO ANCORA.

Per fortuna siamo Napoletani, e ho vissuto questo periodo di accettazione con una popolazione speciale.

Per fortuna siamo Napoletani, e abbiamo nel DNA l'amore per il prossimo, quello che ho trovato nelle persone che come me cercavano di capire. Sono ormai 5 anni che vivo da solo, perché mi sentivo DIVERSO.

A soli 19 anni ho voluto scappare da quel nucleo familiare PERFETTO, e forse è stato quello a spingermi ad andare via... forse ero io a RENDERLO IMPERFETTO , non volevo rovinare il tuo immenso lavoro di padre e capofamiglia.

Ora mi ritrovo in una casa da SOLO a 24 anni, CON LA CONSAPEVOLEZZA di essere gay.

Per fortuna siamo Napoletani, dove non mi sono mai sentito solo e mai sentito DISPREZZATO da nessuno. non so come sarebbe andata a finire in una altra citta'.

CARO papà mi manchi tanto, POSSO TORNARE A CASA ? questa volta da Gay...

Firmato
Vittorio"

"Caro Vittorio.

Mi dispiace ma allora si STRUNZ... ( in modo affettivo )

Io e tua mamma avevamo già intuito i tuoi gusti sessuali da bambino, quando non ti interessava giocare con i compagni ai famosi ( soldatini) ma collezionavi migliaia di riviste per adolescenti.

Perdonami, forse avrei dovuto dirtelo prima, in modo che evitavi questo inutile IMBARAZZO, ma ho sempre ritenuto che siano stati “CAZZI tuoi “ ( scusa la battuta, pero' è simpatica ja' , ejaa')

Visto che siamo Napoletani, e per fortuna che siamo Napoletani, la nostra storia ci ha sempre insegnato che solo aprendo la mente e non creando muri c'è la possibilita' di SALVARSI , di SOPRAVVIVERE.

Mi sei sempre mancato dal primo giorno, sei mio figlio e CASTANO , BIONDO O GAY per me non fa differenza.

E' solo un gusto, a me ad esempio piacciono le cozze, a te forse piaceranno i CANNOLICCHI ( scusa ja' è n'altra battuta, uammamia non si puo' pazziare qua', e che è ^ )

Grazie a DIO siamo Napoletani.

Da genitore devo farti un rimprovero.

Non azzardarti mai, e poi mai di ritenermi cosi stupido...

La tua stanza è pronta, vieni quando vuoi, non vedo l'ora... Ricordati i Genitori la porta di casa non la chiudono mai, la lasciano sempre un pochino aperta per fare in modo che il figlio possa “INFIZZARSI” da un momento all'altro.

TI AMO
Papà"

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martedì 15 agosto 2017

La "moda" dello stealthing, ossia bucare il preservativo per infettare il partner


Di trend sessuali ne esistono già a bizzeffe ed ogni mese ne compaiono di nuovi, sempre più strani e singolari.
Tuttavia spesso tali "mode" rivelano lati oscuri e preoccupanti: è questo il caso dello stealthing, ossia la pratica di bucare il preservativo con un ago prima del rapporto col preciso scopo di infettare il partner.
Una variante prevede la rimozione del profilattico durante il rapporto stesso.
Questa azione, oltre ad essere illegale, è anche estremamente subdola in quanto non prevede il consenso dall'altra parte, esattamente come lo stupro.

Ma perché alcuni uomini praticano stealthing?

Le ragioni variano a seconda del frangente. In alcuni casi di coppie eterosessuali il partner maschile ha confessato di aver cercato di far rimanere in cinta la compagna per "riavvicinarla" o semplicemente per vendetta.
Ma non finisce qui.
L'atto ha anche un nesso, più stretto di quanto si pensi, con la trasmissione dell'Hiv ed altre malattie sessuali, con la volontà di contagiare una vittima prescelta o di propagare il virus deliberatamente.
Altri infine ammettono di aver rimosso di nascosto la protezione durante il rapporto in quanto senza "si sentono più liberi" o "il lattice infastidisce".

Quel che è certo: nessuno si rende conto della gravità della situazione, a volte nemmeno le vittime stesse.

Uno stealther (= chi commette stealthing) intervistato dalla testata inglese The Independent dichiara che le poche volte in cui è stato colto in flagrante i partner non hanno mai mostrato paura, rabbia o stupore: pacatamente lo hanno sempre invitato ad usare il profilattico in quanto "il sesso protetto è più sicuro" senza curarsene più di tanto.

Siamo proprio certi che la nostra educazione sessuale sia anche consapevole e non un insieme di informazioni assorbite in maniera inerte?

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sabato 12 agosto 2017

Cacciata dal ristorante perché trans, i proprietari: "L'unico posto per i trans è il bordello."


In foto, Massimina Lizzeri

Si chiama Massimina Lizzeri ed è una donna trans sulla quarantina. L'episodio di transfobia che la vede coinvolta è avvenuto giovedì 10 agosto all'interno di un noto locale sul litorale di Latina.

Dapprima invitata ad uscire da un cameriere perché "vestita in modo poco consono", la donna si è difesa facendo notare che molta gente stava pranzando addirittura in bikini o a torso nudo senza ricevere alcun tipo di reclamo.

A quel punto viene a galla la vera motivazione: "La verità è che sei un trans e qui non ti vogliamo, il tuo posto è il bordello." ribadisce con aggressività la proprietaria. Poi aggiunge, mostrando appieno la propria ignoranza: "Sei uomo, donna o frocio?"

Massimina si è rivolta al MIT (Movimento Identità Trans) e fa sapere di essere fermamente decisa a sporgere denuncia. Per il momento la donna non si è tirata indietro nemmeno di fronte ai giornalisti e ha deciso senza esitazione di metterci la faccia: "Queste cose non dovrebbero succedere ed ho intenzione di andare fino in fondo" riafferma con un tono sicuro e risoluto che mostra appieno il suo spirito battagliero.

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lunedì 7 agosto 2017

Film - Those people, breve introduzione


Those people (2015)- Voto 7/8

"I veri uomini non si separano senza un addio." Cit. Those people

Charlie (Jonathan Gordon) è un giovane pittore segretamente innamorato dell'amico d'infanzia Sebastian (Jason Ralph), figlio viziato e nullafacente di un banchiere corrotto caduto in rovina.
Quando incontrerà l'uomo dei suoi sogni incarnato in un affascinante pianista libanese, la passione dovrà attendere per fare luce sull'ambiguo rapporto con lo stesso Sebastian, generando così un altrettanto equivoco triangolo amoroso.

Those People è un film estremamente credibile, gradevole per tutti i tipi di pubblico e che difficilmente deluderà le aspettative.
Di contro, nonostante l'ambientazione contemporanea in una caotica New York, ammicca senza troppe riserve alla beat generation e, più specificamente, al colosso cinematografico del regista John Krokidas "Kill your darlings": l'inizio della pellicola ci introduce immediatamente in un ambiente arredato in stile barocco in cui risuonano le note di Gilbert & Sullivan diffuse da un vecchio giradischi, i due protagonisti impeccabilmente vestiti con camicia bianca e papillon. Jonathan Gordon ricorda vagamente Daniel Radcliffe, mentre Jason Ralph si ispira al personaggio insolente e spregiudicato di Lucien Carr interpretato da Dane DeHaan.
Nonostante ciò la regia è ottima, il recitato dei due giovani attori impeccabile: merita sicuramente la visione al cento per cento.

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venerdì 28 luglio 2017

TQILA, l'armata Lgbt che combatte contro l'Isis in Siria: "Siamo gay e uccidiamo i terroristi."


"Siamo froci e uccidiamo i fascisti" si legge sullo striscione

Si chiamano TQILA, acronimo per "The Queer Insurrection and Liberation Army" e combattono assieme agli anarchici del IRPGF (#International #Revolutionary People's #Guerrilla Forces) per la liberazione della Siria dall'Isis.

L'armata gay è stata, nell'ultimo periodo, la forza di terra più valorosa ed efficace contro il califfato e adesso sta combattendo per il controllo di Raqqa, una delle ultime roccaforti, nonché capitale.

"Siamo fieramente gay e mediorientali ed una delle azioni più radicali che potessimo fare era segnalare la nostra presenza, nonostante coloro che sostengono che non esistiamo." annunciano durante una dichiarazione, un appello alle altre popolazioni. "Invece esistiamo eccome e siamo in prima linea a combattere contro la tirannia e l'oppressione."

Si tratta della prima unità militare espressamente Lgbt che si conosca: per ironia della sorte, è nata proprio nel cuore del Medio Oriente islamico ed è formata per la maggior parte da gente del luogo, ma ha accolto anche numerosi volontari da altri paesi, stanchi e pieni di rabbia a furia di vedere gente gay torturata e buttata giù dai tetti da parte dei terroristi.

L'armata attualmente include e rappresenta orgogliosamente tutti i soggetti della comunità LGBT: sono presenti lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali.

L'armata gay si trova attualmente in prima linea nella liberazione di Raqqa

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mercoledì 26 luglio 2017

Vale Ntino gay? Ecco la risposta che ha spiazzato migliaia di omofobi


Hater è un sostantivo che deriva dall'inglese to hate, odiare. La definizione di hater nell'attuale mondo di internet si potrebbe riassumere in questa maniera: "colui che svolge sistematicamente l'attività di odiare e provare risentimento, perlopiù per motivi futili, verso un personaggio reale o fittizio".
E le celebrità trash come Vale Ntino, autoironiche e provocatrici, sono certamente tra quelle che contano più haters. In uno dei suoi ultimi video Youtube risponde alla domanda che, a suo dire, gli viene posta più di frequente sui social: "Sei frocio?".

La sua replica, che non poteva far mancare umorismo e un pizzico di sarcasmo, vi lascerà di stucco e letteralmente senza parole.

Guarda ora il video: Vale Ntino gay? Ecco la sua risposta super originale

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sabato 22 luglio 2017

Reverendo Steve Chalke, il sacerdote battista a favore dell'omosessualità


Si chiama Stephen John "Steve" Chalke ed è un sacerdote anglosassone di fede battista fondatore dell'organizzazione benefica Oasis Charitable Trust che promuove, tra le varie cose, l'inclusione del mondo Lgbt alla chiesa.
Le sue tesi, forse non completamente nuove ma certamente "inusuali" per un reverendo, hanno creato non poco scalpore nel mondo cristiano in quanto si propongono di interpretare la visione dell'omosessualità nella Bibbia sotto una nuova luce.
"Per farlo dobbiamo prima di tutto contestualizzare il periodo in cui è stato scritto il Nuovo Testamento, il quale in alcuni passi parrebbe contenere effettivamente condanne esplicite nei confronti dell'omosessualità." rivela Chalke in un'intervista.

In particolare, nelle Lettere di Paolo si dice " [...] le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura. Alla stessa maniera anche i maschi, abbandonando i rapporti naturali con le femmine, si sono consumati di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti impuri maschi con maschi."

O ancora: "Non sapete che gli iniqui non andranno nel regno dei cieli? Immorali, idolàtri, adùlteri, effeminati, sodomiti, ladri, avari, ubriaconi, ingordi e calunniatori non metteranno mai piede nel regno di Dio." (Corinzi 6,9.10)

"All'epoca" rivela il sacerdote "gli abusi dei potenti verso servi, schiavi e cittadini non romani erano all'ordine del giorno. L'omosessualità veniva condannata in quanto associata all'abuso sessuale e non in quanto tale, infatti in quel periodo per un cittadino romano il sesso al di fuori del matrimonio era perfettamente morale e accettabile con l'unico presupposto che codesti rapporti dovessero essere attivi e non passivi. A riprova di ciò, in nessun passo delle Bibbia si condanna una relazione sentimentale tra due uomini o due donne."

Di conseguenza la Bibbia punterebbe il dito non contro l'amore omosessuale, ma contro lo sfruttamento sessuale in generale, attraverso un linguaggio e un'espressione propri di quel tempo.

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