Notizie gay dal mondo

viaggiare, esplorare, ascoltare, sentire...

⬇️ Clicca qui - Supportami su Patreon ⬇️

Translate

martedì 21 novembre 2017

Qual è la situazione LGBT in Turchia?


L'omosessualità in Turchia è legale dall'avvento della repubblica nel 1923.
Nonostante ciò, la comunità Lgbt turca accusa tuttora maltrattamenti, ostilità, diniego dei diritti e persino numerosi casi di abuso e stupro. Secondo un recente studio circa l'80% dei cittadini turchi sostiene che l'omosessualità sia "eticamente intollerabile".
Inoltre l'instabile situazione politica dopo il colpo di stato del luglio 2016, la cui disfatta ha permesso al presidente Erdoğan di accrescere il proprio potere facendo piazza pulita dei detrattori, costituisce attualmente un grave pericolo per la democrazia. In tali situazioni di fragilità e insicurezza, così pure come ci insegna la storia, i diritti delle minoranze vengono spesso messi da parte e calpestati.

Già quest'estate si era svolto ad Instanbul, città aperta e multietnica per antonomasia, il consueto gay pride che da piazza Taksim avrebbe dovuto sfilare per le vie del centro. Dopo scontri e tafferugli con gruppi neo fascisti, la polizia aveva disperso la folla.

È ormai dal 2015, quando i partecipanti si era visti respingere con l'ausilio di gas lacrimogeni, che la Turchia non celebra più un gay pride a cuor leggero come avviene in altre nazioni europee quali Spagna, Francia, Germania o Regno Unito.
Dopo l'interdizione del Pink Life QueerFest (un festival del cinema gay) questo 15 novembre 2017,che si sarebbe dovuto svolgere nella capitale, le autorità di Ankara sono arrivate addirittura a proibire qualsiasi manifestazione o evento Lgbt "fino a nuovo ordine" in quanto tali proposte "potrebbero dare adito a contro-iniziative e ostilità da parte di gruppi avversi compromettendo così la pubblica sicurezza".
Detto in parole povere, visto che il governo non è in grado di tenere testa a criminali e fascisti, fa il loro gioco.
Una decisione singolare per un paese che mira ad entrare nella Comunità europea e che dovrebbe far riflettere sulla direzione politica che sta intraprendendo assieme al suo "presidente" - dittatore Recep Tayyip Erdoğan.

Share:

lunedì 13 novembre 2017

Life stories: Andrej. Essere gay in... Gomel, Bielorussia


Tʀᴀ ʀᴀᴅɪᴀᴢɪᴏɴɪ ᴇ ɪɴᴄᴏɴᴛʀɪ ғᴜʀᴛɪᴠɪ ɴᴇʟʟᴀ ᴄɪᴛᴛᴀ̀ ᴘɪᴜ̀ ᴄᴏʟᴘɪᴛᴀ ᴅᴀʟ ᴅɪsᴀsᴛʀᴏ ᴅɪ Čᴇʀɴᴏʙʏʟ·

Andrej

Mi chiamo Andrej, ho 25 anni e vivo a Gomel, Bielorussia. Sono del 1991, venuto al mondo appena qualche anno dopo l'incidente alla centrale nucleare di Černobyl' che ha fortemente contaminato la nostra città. Sono nato con un leggero dislocamento osseo al torace, fortunatamente non ho avuto altre conseguenze. Non penso siano importanti per noi, le radiazioni. Ci abbiamo sempre convissuto e continueremo a conviverci. Ogni tanto appare qualche neonato con lievi mutazioni genetiche o piccoli difetti allo scheletro e agli organi interni, ma è una cosa con cui dobbiamo fare i conti.

Gomel è una città di circa 500.00 abitanti vicino al confine ucraino. Qualche bar, una manciata di ristoranti, tre cinema, parchi... una città normale e tranquilla.

Abito in via Parizhskoy Kommuny vicino al fiume Sozh, in un modesto appartamento di proprietà assieme ai miei genitori. Non ho mai parlato molto con loro. Mia madre fa l'economista e lavora sempre in mezzo a mille scartoffie e grafici. Mio padre non fa nulla, l'unica occupazione che conosce è quella di ubriacarsi quotidianamente davanti alla Tv. E picchiare mia madre, quando capita.

Non sono dichiarato, non capirebbero.

Ho svolto una vita abbastanza comune.
Dai 6 ai 16 anni sono andato alla "scuola d'inglese". Solitamente gli studenti in Bielorussia hanno un'unica lezione d'inglese a settimana, ma dove andavo io ce n'erano ben due al giorno. Dopo, dai 16 ai 21 anni, ho frequentato l'università dove mi sono laureato in ingegneria edile.Tuttora lavoro per una ditta che si occupa di progetti di ristrutturazione.

Sapevo fin da piccolo di essere gay. O meglio, ne avevo avuto un sentore. Eppure la prima volta che mi è venuto in mente di incontrare un ragazzo avevo 18 anni. Era un coetaneo, bello da far paura. Tuttavia non ero "abbastanza" per lui e dopo una breve chiacchierata lungo le vie di Gomel ci siamo congedati.

Triste per l'insuccesso, per un anno non incontrai altre persone. Fino a che, a 19 anni, feci conoscenza con un ragazzo sul sito di incontri russo date.bluesystem. Si chiamava Feliks, aveva 26 anni ed abitava a Mosca, ma la distanza non mi spaventava. Avevo quasi vent'anni ed ero ancora vergine. Sentivo che se non avessi fatto qualcosa, la vita mi sarebbe passata davanti senza che me ne accorgessi. Ho immediatamente comprato un volo per Mosca con i risparmi. Era la prima volta che uscivo dal paese.

Feliks era originario di Petropavlovsk-Kamčatskij, all'estremo oriente russo, ma si era trasferito a Mosca per cercare di diventare un avvocato di successo. Mi ha accolto nel suo appartamento per una settimana.
Poco dopo il mio arrivo ci siamo baciati e abbiamo fatto subito sesso. L'ho fatto entrare dentro di me. Ero impaziente. Non credo nemmeno mi sia mai veramente piaciuto come tipo: era un ragazzo normale, smilzo e filiforme, capelli corvini e lucenti portati con un anonimo taglio a spazzola. Né bello né brutto. Ad oggi penso che questi siano stati gli unici motivi per cui ci sono andato a letto offrendogli la mia verginità: curiosità e impazienza.

Da lì in poi, non l'ho più fatto con altri. Aspetto ancora la persona giusta.

Abbiamo continuato a fare sesso tutta la settimana. Mi scopava più volte al giorno e in diverse posizioni. Tutta l'esperienza sessuale che ho l'ho acquisita da lui perché dopo non c'è più stato nessuno.
Successivamente è venuto a trovarmi a Gomel. Ha affittato un appartamento per tre giorni, solo per noi. L'abbiamo fatto di nuovo.

Se ci ripenso, non riesco veramente a ricordare cosa mi avesse attratto di lui. Eppure stavo cominciando a pensare che fossimo fidanzati o qualcosa del genere. Abbiamo continuato a chattare per i mesi a venire, finché non ho scoperto che usciva con altri ragazzi a Mosca. Decisi di recidere i contatti.

Dopodiché mi sono messo a chattare con un tipo di San Pietroburgo. Dopo quasi un anno di chat, mi sono fatto coraggio e sono partito per incontrarlo. Avevo vent'anni e lui ventidue. Faceva il barista, era alto e muscoloso. Non poteva ospitare quindi ho affittato una stanza. Mia madre mi aveva dato un po' di denaro per l'occasione. Era il mio secondo viaggio. E naturalmente l'ho invitato a dormire da me.

Cosa successe? Non successe nulla.
Bevemmo fino a scoppiare all'interno dell'appartamento e ci baciammo per qualche minuto. Mi girava la testa, ero euforico. Mi mise una mano sulla schiena, sotto la maglietta. Mi spogliò e cominciò a succhiarmi un capezzolo. Non capivo più nulla, tutto pareva scorrere a un ritmo lento e cadenzato. Stava per sfilarmi di dosso anche gli slip, quando lo fermai. "No..." gli dissi "Non così. Non in questo modo."
Volevo semplicemente aspettare che fossimo entrambi sobri. Di tutta risposta si rivestì e si richiuse la porta alle spalle. Non lo rividi mai più.

Da quel momento ho incontrato soltanto un altro ragazzo. Avevo 23 anni e lui dieci in più di me. Mi ha portato a fare un giro in macchina e ci siamo baciati. Non c'è stato nulla di più e non ci siamo rivisti.

Nel frattempo ho viaggiato anche in Europa. Sono stato a Venezia per qualche giorno e, lo scorso anno, ho visitato Berlino per ben due settimane. Ho scelto la Germania perché sto cercando di imparare la lingua. Non sono riuscito ad incontrare ragazzi durante i miei viaggi, ma non importa.
Ottenere i visti per l'Europa non è facile. Mi sono dovuto recare all'ambasciata tedesca a Minsk con migliaia di fascicoli e documenti. E poi bisogna aspettare.

Quel che è certo è che un giorno vorrei trasferirmi a Berlino definitivamente. Magari conoscere un uomo italiano o tedesco che mi faccia perdere la testa. Vorrei una vita migliore. In Germania c'è libertà per le persone come noi ed io voglio prendermela, questa libertà. Qui a Gomel non riesco ad essere me stesso ed è per tale ragione che vorrei partire. Partire e non tornare più, anche se la mia città l'avrò sempre nel cuore.

Share:

domenica 12 novembre 2017

"Il ragazzo con la valigia" di Chris Ethan: NARRATIVA GAY OGGI


TITOLO: Il ragazzo con la valigia

AUTORE: Chris Ethan, Phoenix Skyler (traduttrice)

EDITORE: Self Publishing

GENERE: Romance, Lgbt

PREZZO: 4,99 euro ( versione Kindle)

PAGINE: 197

Acquistabile su Amazon.it

"Non si era reso conto di quanto fosse importante una casa fin quando ne aveva avuta una. Ora non poteva fare altro che sperare di non morire durante la notte, dormendo sulle panchine, in metropolitana o sull’asfalto."

Pierce è un giovane senzatetto che vaga senza meta tra le trafficate vie di New York. È stato cacciato di casa dai genitori dopo aver rivelato di essere omosessuale. Con sé porta solamente una misteriosa valigia, unico retaggio del nonno da cui era stato tanto amato e capito.

Rafael è un prostituto sieropositivo con una storia simile a quella di Pierce: cacciato dai genitori, si è trovato costretto a vendere il proprio corpo per cercare di acquistare le costosissime medicine che gli servono per sopravvivere in un'America senza cuore in cui, se sei un Homeless senza copertura sanitaria, rischi di morire come un cane ai margini di un vicolo coperto di spazzatura.

Pierce e Rafael si incontrano quasi per caso e, anche se il primo approccio non è dei migliori, cominciano a prendersi cura l'uno dell'altro.

Riuscirà Rafael a procacciarsi il prezioso farmaco prima che sia troppo tardi? Avrà successo Pierce nel disperato tentativo di dare una svolta alla propria vita?

Gran parte delle risposte stanno proprio nella valigia che quest'ultimo porta sempre con sé e a cui è legato indissolubilmente come fosse un'estensione del proprio corpo, tanto da essere disposto a rischiare la vita pur di non separarsene. E soprattutto, la valigia contiene un segreto. Un segreto in grado di cambiare per sempre le esistenze di entrambi.

"Il ragazzo con la valigia" è un romanzo tanto improbabile quanto realistico e intrigante: due senzatetto omosessuali trovano l'amore tra le spietate strade di New York.

Chris Ethan è in grado di portarci a vagabondare tra viottoli malfamati, ostelli sudici e quartieri pericolosi con la stessa oggettività e concretezza di un film: l'obiettivo è sempre nitido e perfettamente a fuoco, riusciamo a scorgere ogni minimo particolare, nessun dettaglio è lasciato al caso tanto che possiamo figurarci i due protagonisti, indelebilmente segnati dal loro bagaglio e dalle esperienze,come se li avessimo costantemente davanti agli occhi in un flusso continuo di traversie e infortuni.
Infine, una perfetta alchimia di elementi contrastanti riesce a congiungere, senza minare la credibilità dell'opera, uno svolgimento ostinato e doloroso, che non guarda in faccia nessuno, con un lieto fine da favola.

Share:

sabato 11 novembre 2017

"Il sole d'agosto sopra la Rambla" di Damiano Dario Ghiglino: NARRATIVA GAY OGGI


TITOLO: Il sole d'agosto sopra la Rambla

AUTORE: Damiano Dario Ghiglino

EDITORE: Self Publishing

GENERE: Drammatico, Lgbt

PREZZO: 4,99 euro ( versione Kindle) ; 11,90 euro ( versione cartacea)

PAGINE: 127

Acquistabile su su Amazon.it

"David lo accompagnò a malincuore in stazione e gli strappò un ultimo bacio.
Borja era al settimo cielo nella sua pacata staticità. Allontanandosi dalla stazione di Sants, adagiato supino sui sedili e con lo sguardo perso chissà dove, si accorse che i sussulti del treno erano in perfetta sincronia coi battiti del cuore."

Barcellona, tra la Rambla e il Ravàl si svolgono le vicende che segneranno indelebilmente la vita di un gruppo di amici differenti in tutto ma con in comune una cosa fondamentale: la minaccia di un futuro incombente.
La storia tra Miguel ed Emilio è terminata da oltre dieci anni, quella dei giovani diciottenni David e Borja sta per prendere piede rafforzandosi ogni giorno. Tuttavia sarà proprio a quel punto che Miguel mostrerà loro una misteriosa cicatrice i cui risvolti rimarranno incerti fino all'ultimo.

Finalmente anche in formato cartaceo "Il sole d'agosto sopra la Rambla", libro a tematica gay / Lgbt di Damiano Dario Ghiglino: una lettura estremamente intima, un romanzo che si presenta come "romantico e spietato al tempo stesso", un dramma che mette in scena "il ritratto psicologico di una generazione smarrita alla quale il futuro si presenta come imperscrutabile."

“Anche io ho paura del futuro.” si fece improvvisamente serio David “mi piacerebbe credere che un giorno potremo davvero mettere assieme tutte le nostre debolezze, i nostri graffi, le nostre ferite e farne un paio d'ali, la nostra forza, il nostro coraggio. Mi piacerebbe, ma non ci penso più.”

Ne "Il sole d'agosto sopra la Rambla" viene inesorabilmente a galla una Barcellona mai vista, occulta e invisibile a chi è solo di passaggio. Una Barcellona fatta di viottoli bui e locali malfamati, ma anche (e sopratutto) di storie di vita fuori dal comune.

In vendita sia in formato cartaceo che digitale.

Share:

mercoledì 8 novembre 2017

Padre uccide il figlio quattordicenne perché gay


Si chiamava Giovanni Melton ed era un adolescente di Las Vegas, Nevada. Quattordici anni da poco compiuti. Viveva col fratello maggiore a causa di problemi familiari.

Estremamente prematuro, si era reso conto molto presto della propria sessualità, accettandola di buon grado ed arrivando persino a costruire una relazione seria con un coetaneo.

Il padre, Wendell Melton, aveva da sempre disprezzato l'omosessualità e soleva ripetere che avrebbe preferito un figlio morto piuttosto che uno gay. Le prime avvisaglie di violenza erano già comparse (e rimaste inosservate) da svariato tempo. Vi erano stati maltrattamenti, liti furiose e minacce di morte brandendo quella stessa arma che in seguito avrebbe sparato veramente il colpo fatale.
Soprattutto, era già stata presentata una denuncia per abusi nei suoi confronti.

Wendell Melton è stato condannato per omicidio volontario, abuso su minore e possesso illecito di arma da fuoco. Probabilmente non uscirà più di prigione.
Tuttavia per Giovanni non c'è stato niente da fare. Dopo quel maledetto sparo è stato trasportato d'urgenza al St Rose Dominican Hospital, dove è morto poco dopo.

La vita spezzata di un adolescente è l'ennesimo monito inascoltato per tutti quei genitori che, ancora oggi, pensano che un figlio omosessuale valga meno di uno eterosessuale.

Share:

sabato 4 novembre 2017

In anteprima in formato kindle "Il sole d’agosto sopra la Rambla" di Damiano Dario Ghiglino


"Erano entrambi terribilmente fragili. Solo la fragilità lascia spazio all'amore."

Sono i “giovani tramonti”, fragili e tenaci, ragazzi gay dai cuori spezzati impressi indelebilmente sullo sfondo di una Barcellona sotterranea. Ognuno alla ricerca di qualcosa e in fuga da qualcosa, ognuno con le proprie paure e i propri segreti.

Tra prostituzione e dipendenze, locali malfamati e preti pedofili, nostalgie e desideri brucianti, passioni e tenerezze passeggere, in attesa di quell'evento imprevedibile che cambierà per sempre le loro esistenze, cercheranno di fermare il tempo per vivere unicamente il presente ed attendere l'amore in quella dimensione, così sfuggente ed ambigua, dell'istante stesso.

Eppure quando un sentimento forte e sconosciuto si farà strada nei cuori dei diciottenni David e Borja, i più giovani del gruppo, la diffidenza e lo stupore lasceranno progressivamente spazio ad una coscienza sempre più profonda e ostinata. Romantico e spietato al tempo stesso, questo romanzo rappresenta il ritratto psicologico di una generazione smarrita alla quale il futuro si presenta come imperscrutabile.

Di questo tratta il nuovo romanzo a tematica Lgbt “Il sole d'agosto sopra la Rambla”, attualmente disponibile in formato eBook su Kindle

Presto disponibile anche in formato cartaceo

Share:

sabato 28 ottobre 2017

Che fine ha fatto Zelim Bakaev?


Zelim Bakaev

Zelim Bakaev è un noto cantante russo originario di Grozny, Cecenia. Secondo quanto riportato dalla famiglia e dai Media, nonostante vivesse a Mosca, il 6 Agosto 2017 è tornato alla città natale per assistere al matrimonio della sorella. Appena arrivato, a detta di alcuni testimoni oculari, sarebbe stato tratto in arresto dalle autorità cecene in quanto sospettato di essere omosessuale. L'avvenimento si inserisce in una campagna anti-LGBT apertamente dichiarata dal presidente ceceno e in un clima di persecuzioni mosse dall'intenzione, nemmeno troppo velata, di porre fine all'omosessualità tramite torture e omicidi. Quando, dopo 15 giorni di silenzio, il 22 Agosto la madre si reca finalmente alla polizia per denunciarne la sparizione, le viene risposto che, secondo le informazioni in loro possesso, quest'ultimo aveva fatto ritorno a Mosca la settimana prima. Non viene di conseguenza aperta alcuna indagine nemmeno dopo che, quasi un mese più tardi (il 16 Settembre) la madre si rivolge pubblicamente al presidente - dittatore Ramzan Kadyrov per avere notizie del figlio.
Il 24 Settembre su Youtube compare un video misterioso nel quale il cantante (o un presunto sosia) sostiene di stare bene e di essersi trasferito in Germania. Tuttavia sono da prendere in considerazione alcune discordanze per cui il filmato risulterebbe inattendibile.

Tra le più palesi:

✘ L'arredamento della casa dove si trova il cantante è totalmente di manifattura russa

✘ Sul tavolino è presente un energy drink sconosciuto al mercato tedesco ma ben rinomato in Russia

✘ L'atteggiamento del cantante (o sosia) è visibilmente artificioso, soprattutto le risate appaiono innaturali

✘ Per caricare il video è stato creato un nuovo canale Youtube

✘ In particolare, perché Bakaev dal giorno del rapimento non ha mai telefonato almeno alla madre o a qualcuno dei parenti più stretti?

Per farsi un'idea di queste ed altre contraddizioni, è sufficiente dare un'occhiata al video.

Bakaev, durante il filmato, ricorda innumerevoli volte allo spettatore (in questo caso si rivolge all'amico Islam) di trovarsi in Germania.

"Non c'è niente a Grozny o Mosca, solo un sacco di stronzi" aggiunge "qui in Germania le cose sono differenti, tutti ti sorridono."

Se proprio vogliamo andare a mettere il dito nella piaga, anche il copione appare, forse, un po' scontato.

Shawn Gaylor di Human Rights First afferma che secondo alcune fonti Bakaev potrebbe essere stato torturato a morte dalla polizia cecena.

/// A sinistra il dittatore Ramzan Kadyrov, a destra Zelim Bakaev

Share:

Iscriviti alla newsletter

IN PRIMO PIANO

Informazioni personali

La mia foto
Sono un giovane blogger, classe '90, con la passione per il cinema, i libri, i viaggi e l'attualità.
Notizie Gay dal Mondo nasce dal desiderio di aprire un dialogo che non sia unidirezionale e di comunicare attivamente con i lettori.
Vuoi sostenere il mio lavoro di blogger? In caso ti faccia piacere visita https://www.patreon.com/damianodario (Ogni contributo è importante, anche un solo euro!)

Seguimi con un click