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martedì 5 gennaio 2016

Mr Gay Italia 2016? Mr Italia? può sembrare un fotomodello, ma è un assassino



Ricorda Dorian Gray, bello fuori e marcio dentro. Solo con un po' meno poesia e un po' più di carneficina.
Si chiama Francesco Tedesco ed è uno dei carabinieri che hanno assassinato Stefano Cucchi, il ragazzo morto il 22 Ottobre 2009 durante una custodia cautelare.
Dopo aver pubblicato queste foto su Facebook, ha denunciata Ilaria Cucchi, sorella della vittima, per averle condivise sul social. “Il senso era mostrare che Stefano era la metà di questa persona” si difende Ilaria. E non ci vuole molta fantasia per considerare l’impatto dei colpi inferti dal corpo forte e palestrato di questo energumeno su un corpo molto più gracile, quello di Stefano.
Certo è strano a udirsi e pare un mondo alla rovescia, quello in cui gli assassini denunciano i parenti delle vittime

Ilaria Cucchi decide comunque di fare chiarezza con un post su Facebook:

Sto ricevendo numerose telefonate anche di giornalisti su questa fotografia. 
La prima domanda che mi pongo è: se fosse stato un comune mortale, cioè non una persona in divisa, non ci si sarebbe posto alcun problema. La cronaca nera e piena di ‘mostri’ rei o presunti tali di efferati ed orrendi delitti sbattuti nelle prime pagine.

Francesco Tedesco 
Sto passando le mie giornate ascoltando quelle intercettazioni. Leggo sul sito del Fatto Quotidiano le infamanti ricostruzioni del mar. Mandolini che si permette di offendere me e la mia famiglia raccontando le sue presunte verità dopo aver taciuto per sei anni e dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere di fronte ai pubblici ministeri. 
Non sono ipocrita. Questa foto non è uno scatto rubato in violazione della privacy del soggetto ritratto ma è stata addirittura postata dallo stesso sui social network. Questa foto io non l’avrei mai pubblicata ma l’ho fatto solo perché la ritengo e la vedo perfettamente coerente col contenuto dei dialoghi intercettati e con gli atteggiamenti tenuti fino ad oggi dai protagonisti. Per sei anni si è fatto il processo a Stefano e a noi membri della sua famiglia. 
Il mar. Mandolini incurante di quanto riferito sotto giuramento ai giudici sei anni fa e non curandosi nemmeno della incoerente scelta di non rispondere ai magistrati ha avviato un nuovo processo a Stefano e a noi, che abilmente sarà di una violenza direttamente proporzionale alla quantità di prove raccolte contro di loro dai magistrati. E quindi io credo che non mi debba sentire in imbarazzo se diventeranno pubblici anche i volti e le personalità di coloro che non solo hanno pestato Stefano ma pare se ne siamo addirittura vantati ed abbiamo addirittura detto di essersi divertiti. Di fronte al possibile imbarazzo che qualcuno possa provare pensando che persone come queste possano ancora indossare la prestigiosa divisa dell’arma dei carabinieri io rispondo che sono assolutamente d’accordo e condivido assolutamente questo imbarazzo. Ma non è un problema o una responsabilità di Stefano Cucchi o della sua famiglia. Non è stata una scelta di Stefano Cucchi quella di subire un ‘violentissimo pestaggio’, come lo hanno definito i magistrati, per poi morirne. Non è stata una scelta della famiglia Cucchi quella di essere processata insieme al loro caro per sei anni.
Quella di avere invece pestato Stefano è stata una scelta degli autori del pestaggio.
Quella di nascondere questo pestaggio e di lasciare che venissero processato altri al loro posto è stata una scelta di altri. Così come quella di farsi fotografare in quelle condizioni e di pubblicarla sulla propria pagina Facebook è stata una scelta del soggetto ritratto. 
Io credo che sia ora che ciascuno sia chiamato ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Accollandosene anche le conseguenze. E il fatto che questo qualcuno indossi una divisa lo considero un aggravante non certo un attenuante o tantomeno una giustificazione.

Di seguito l'audio di una delle intercettazioni che incastrano i 4 carabinieri indagati: Francesco Tedesco, Raffaele d'Alessandro, Vincenzo Nicolardi, Alessio di Bernardo


video

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