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martedì 4 aprile 2017

Narrativa gay oggi: Un giorno qualunque


TITOLO: Un giorno qualunque

AUTORE: Alessandro Dainotti

EDITORE: Astro Edizioni

GENERE: Narrativa, (gay)

PREZZO: 1,99 euro (versione Kindle) ; 11,81 euro (versione cartacea)

PAGINE: 208

Acquistabile su Amazon.it

E se stamattina, svegliandomi, mi fossi chiesto: “Arriverò vivo alla fine di questa giornata?”, forse non sarebbe cambiato nulla, avrei fatto le stesse identiche scelte.
Nessuno se lo chiede mai, perché pensiamo di avere tutto il tempo del mondo a nostra disposizione e che la natura seguirà il suo corso.

Adriano si sveglia accanto ad Aaron, il suo compagno.
Deve andare al lavoro, è terribilmente in ritardo: così inizia il suo giorno qualunque.
In un'odissea ultramoderna che lo porterà da Luton a Londra Il protagonista, viaggiando, ricostruisce pezzo per pezzo la propria identità, laddove riaffiorano ricordi, sentori, odori - "l'olfatto è un catalizzatore di ricordi" - e stralci di vita vissuta tra i quali la storia con Tiziano, di cui è ancora innamorato.
un libro, quello di Alessandro Dainotti, che in principio narra la storia di un personaggio qualunque, all'interno di un mondo qualunque e in una giornata qualunque e che, a dispetto di questa premessa che parrebbe indicare poca originalità, riserva ben più di una sorpresa: a partire dallo stile scorrevole e quasi discorsivo che mai appesantisce le oltre 200 pagine del manoscritto, ai colpi di scena, l'inquietudine e la trepidazione racchiusi in un finale completamente inaspettato dove, finalmente, il mondano diventa straordinario e suggestivo, fino agli incontri d'amore contraddistinti da una narrazione delicata ma mai affettata che dapprima, in linea con l'andamento del romanzo, non trascende nella drammaticità e nel pathos indugiando in una dimensione effimera e squisitamente profana (destinata imprevedibilmente e irrimediabilmente a spezzarsi) che costituisce una sottile linea di demarcazione in cui la realtà e la fantasia non sono poi così distanti ed il lettore, meravigliato, può arrivare a toccare entrambe, non potendo fare a meno di chiedersi dove finisca una ed inizi l'altra e quanto ci sia di biografico tra quelle righe così accuratamente strutturate.
Adriano vive, come Ulisse, il suo giorno qualunque.
Poi all'improvviso, in un'istante, tutto cambia. E una giornata qualunque diventerà l'unica giornata possibile: per Adriano, per Tiziano, per Aaron, per lo stesso Dainotti, per ognuno di noi.

Disponibile in versione Kindle:

Di seguito un breve estratto dal libro di Alessandro Dainotti "Un giorno qualunque" :

“Un momento... Io conosco questo posto!”.
All’inizio non ci ho pensato, ma ora che riesco a vedere con chiarezza, non ho dubbi. Io lo conosco, ci sono già stato una volta. Ma se davvero mi trovo dove credo di essere, allora significa che sono a più di 2mila chilometri di distanza da Londra. Impossibile. Ancora una volta, ciò che vedo discorda con ciò che deve o può essere.
Torno a sedermi e ripenso ai flash. Sto attraversando la strada per andare a casa. Con me c’è qualcuno. Gli stringo la mano. Aaron. Siamo insieme, quando vedo quel bagliore improvviso. Ma prima succede qualcosa. C’era qualcun altro... qualcuno che conosco. E quando lo vedo, mi blocco. Mi concentro sul quel volto sfocato e mi sforzo di delinearne i contorni. Poi il suo viso mi appare chiaro, dominato dalla paura. “Tiziano!”.
Sento un rumore alla mia sinistra. Mi volto. Seduto accanto a me c’è un bambino. Le gambe gli penzolano oltre il bordo della panchina e sta con la schiena curva. Un caschetto di capelli neri e lisci gli copre la testa, china su un libro aperto che tiene in grembo.
Non dico nulla, mi sporgo solo quanto basta per sbirciare il libro.
Vedo il disegno di un bambino biondo, con una lunga sciarpa avvolta intorno al collo, che spicca il volo aggrappato a fili trainati da uccelli. Riconosco all’istante Il Piccolo Principe. Come se avvertisse solo ora la mia presenza, il bambino si gira verso di me e io vedo il suo volto.
Mi ritraggo d’istinto da lui, fino a toccare il bracciolo con la schiena. «Wow! Questa è la cosa più assurda che mi sia mai capitata!».
«Posso immaginare», dice il bambino, e chiude il libro.
«Sto sognando».
«Non proprio, ma è la cosa più simile a ciò che sta accadendo».
«Come spieghi il fatto che sto parlando con te o, per meglio dire, con me? Cioè... ti riconosco, mi riconosco. Tu sei me quando ero bambino». Nel momento stesso in cui finisco di pronunciare la frase, mi rendo conto dell’assurdità della cosa. Poi capisco. Lo spinello che ho fumato con Chiaretta è stato troppo forte e sto avendo questa specie di allucinazione.
«Questa non è un’allucinazione», ribatte.
Certo, non lo è, perché è normale parlare con il me in versione extra-small, il quale è anche capace di leggermi nel pensiero.
Devo dire a Chiaretta di non comprare più da quello spacciatore.
«Capisco il tuo stupore ma, se hai finito di elaborare cazzate, passerei alle cose importanti».
«Le cose importanti?».
«Sì, le cose importanti. Ci sono un sacco di questioni che dobbiamo affrontare insieme...». Lascia la frase in sospeso. I suoi occhi si spostano in basso a sinistra. Resta in quella posizione per pochi secondi, e io ho l’impressione che lui sia da un’altra parte. Poi torna da me. «Non abbiamo molto tempo, ed è importante che tu capisca».
«Tutto questo non può essere reale», dico, ignorando le sue parole. «Perché no? Io e te abbiamo sempre comunicato. Lo abbiamo fatto per tutta la vita».
«Tutto ciò sta accadendo dentro la mia testa», affermo.
«Ma è ovvio! Hai mai visto qualcuno parlare con la copia di se stesso?». Tace, forse aspettando una mia risposta, che non arriva. «Dimostrami che sei reale».
«Puoi continuare a non credermi, ma sarebbe uno spreco di tempo, oppure puoi accettare che io esisto e ascoltare quello che ho da dirti». Torno a guardare le colonne. Sembrano brillare di luce propria sulla superficie dell’acqua. La temperatura dell’aria è perfetta. Non sento né caldo né freddo, potrei rimanere qui per sempre.
«Questa è la Cisterna Basilica, non è così?», gli chiedo.
«Esatto».
«Però non mi ricordo della panchina e del lampione».
«Chiamala licenza poetica. Hai voluto dare un piccolo tono personale alla scenografia».
«Perché ci troviamo qui?».
«È stata una giornata intensa, hai fatto un sacco di cose e non ti sei fermato un momento. Credo che la tua mente avesse bisogno di un po’ di pace e, tra tutti i luoghi a tua disposizione per soddisfare quel bisogno, hai deciso di ricreare questo».
La Cisterna Basilica. Io e Bruno ci siamo andati durante una vacanza a Istanbul, prima che conoscessi Tiziano. Era il regalo di Bruno per il mio compleanno.
«Perché non passiamo alle domande importanti?». Fa una breve
pausa. «Il tempo scorre in fretta».
Mi volto verso di lui e mi sento disorientato. Sono cambiato, cioè, è cambiato. Adesso è cresciuto. Appare come in una fotografia che i miei genitori tengono nella loro camera da letto, scattata durante il pranzo di Natale di quando avevo 10 anni. Il viso ha conservato la stessa rotondità, ma le guance sono più magre e i capelli più corti.
«Che senso ha tutto ciò?».
«Sono qui per aiutarti a capire. Tu hai tante domande e io ho le risposte».
«Perché tu e non io?».
«Perché io custodisco la tua vita. Tutto quello che i tuoi occhi hanno visto, che le tue orecchie hanno sentito, che le tue mani e la tua pelle hanno toccato io l’ho memorizzato. Tutte le parole che hai detto e pensato, letto o scritto in questi 28 anni, io le conosco e le conservo. Il valore di ogni tuo ricordo, il significato di ogni tua lacrima, ciò che c’è dietro i tuoi sorrisi, cosa crea le tue paure, cosa ti rende felice e perché, i dilemmi che accompagnano i tuoi dubbi, la spinta dei tuoi desideri sono dentro di me. Per tutti questi motivi, adesso stiamo avendo questa conversazione. E, prima lo capisci, meglio è. Ora ti chiedo di mettere da parte ogni fantasia e concentrarti sui fatti concreti».
«I fatti concreti...»

Biografia dell'autore:

Alessandro Dainotti è nato a Siracusa nel 1983. Dopo il diploma di geometra, ha intrapreso gli studi in Lingue straniere e si è laureato in Editoria e giornalismo alla Sapienza di Roma.
Una volta conseguita la laurea si è trasferito a Londra, dove attualmente vive e lavora. Un giorno qualunque è il suo romanzo d’esordio.

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